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ESTRATTI DELLA RASSEGNA STAMPA: RECENSIONI
(ordine cronologico inverso)

La fabbrica delle fiabe - Un racconto senza fine
«Fabulatoio», ovvero la fabbrica delle fiabe. E' l’ultima creazione della premiata ditta Angelini-Serafini, già Assondelli & Stecchettoni, oggi La Voce delle Cose.
Teatranti e artisti di figura, Luì Angelini e Paola Serafini nel corso della loro lunga e fortunata carriera non hanno mai smesso di sperimentare.

Il lavoro sulle fiabe (narrate e reinterpretate in diversi spettacoli) coniugato ad un’altra passione, quella di combinare immagini e storie, ha portato i due ad ideare un gioco interattivo che ha il merito di stimolare la men- te...
Camilla Bianchi - L'Eco di Bergamo - agosto 2011
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Il non troppo strano caso del dr. Assondelli e del signor Voce delle Cose, ovvero: una rosa non cessa di profumare per il solo fatto di mutare nome

E' teatro? E' arte visiva? No, E' La Voce delle Cose. Ovvero: quando Luì Angelini e Paola Serafini, bergamaschi, attivi dal 1975, teatranti e artisti di figura, già noti come Assondelli & Stecchettoni, scoprono tre cose. Primo: un burattino o una marionetta, sottratti al loro contesto e codice d’uso, divengono una scultura.
Secondo: esiste la possibilità di un percorso inverso. ... Terzo: a forza di passare dal teatro all’arte visiva e viceversa, gli oggetti finiscono – possono finire – in una terra di nessuno che è molto più divertente da esplorare.
[Paragrafi:]
Alcuni esempi, ovvero il corto circuito del senso
La favola dei segni cambiati, ovvero la semiotica spiegata a mia figlia
L’epopea degli oggetti, ovvero il ready-made formato fai-da-te
Una conclusione, ovvero questo forse è un saggio ma di sicuro non è una pipa
Pier Giorgio Nosari - La Rivista di Bergamo - luglio-agosto 2010
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Il Faust di Luì Angelini
Il teatro di oggetti di Luì Angelini è un teatro alchemico. Non nasce dall’animazione degli oggetti o da una loro antropomorfizzazione, ma è la forza di una parola straordinariamente razionale a spalancare le porte dell’immaginario. E’ la percezione stessa degli oggetti a trasformarsi, come se questi contenessero nel loro nome o nella loro forma o nel loro uso usuale un frammento necessitante per la storia raccontata. La decontestualizzazione dell’oggetto in chiave umoristica è la sua metamorfosi risolutiva, come se una nota a pie’ di pagina prendesse vita, o una didascalia, per supportare l’inanellamento del racconto. Era perciò inevitabile, gioco nel gioco, trasformazione nella trasformazione, che Luì Angelini si misurasse col mito di Faust, il mito alchemico per eccellenza. E’ quanto è avvenuto al Festival di Cervia, nella notte dedicata al raccontare con figure. Una folgorazione, un gioiello prezioso, un quarto d’ora fulminante che vale un saggio, che concentra una poetica nell’alambicco dell’intelligenza disillusa dal comico.
Alfonso Cipolla - eolo-ragazzi.it - maggio 2008

…Molte le occasioni di bel teatro di figura regalateci dal Festival… come la sorprendente narrazione di fiabe africane di composta efficacia di Paola Serafini…
Mario Bianchi – eolo-ragazzi.it – maggio 2006

Una versione minimalista per le Fiabe africane di Serafini
Piccole storie, piccoli oggetti. E’ tutto qua l’incanto di Fiabe africane de La Voce delle Cose… Tutto qua e non è poco. Il teatro alla fine è questo: il massimo risultato – raccontare una storia che riguarda tutti, pubblico e attori - con i mezzi più semplici. …
Tutto questo prende corpo e forma con strumenti elementari, riadattati alla narrazione. … E’ la fluida apllicazione di un metodo rodato da più di vent’anni di sperimentazione, tra i primi in Italia.
L'Eco di Bergamo - spettacoli - 5.12.2006

…E’ la rappresentazione di un processo creativo per analogia, metonimia, giochi di parole, iperboli. E’ la scomposizione scenica di un processo dell’arte visiva contemporanea. Ma è soprattutto un brano di buon teatro, da gustare per i suoi componenti e per il suo sapore complessivo, esattamente come un cocktail.
Pier Giorgio Nosari – L’Eco di Bergamo - 15.05.05

Gli oggetti quotidiani fanno teatro
Mostra sull'uso creativo che se ne può fare e sulle storie che raccontano
…Il percorso documenta il passaggio dal burattino classico della tradizione all'uso scenico di oggetti quotidiani… Un procedimento che interseca alcune linee dell'arte moderna strizzando l'occhio agli assemblaggi (si vedano i surreali guerrieri di latta di Omerica) e ai ready-made.
Angelini e Serafini predispongono veri e propri giochi interattivi. Sono installazioni in cui il visitatore può sbizzarrirsi a creare da sé il proprio teatro di figura.
Pier Giorgio Nosari - L'Eco di Bergamo - 12.03.04

Oggetti, personaggi della fiaba in incognito
… Ma oltre al recupero dell’immaginario e della fantasia, oltre al gioco di sguardi tra manovratore e spettatore che cercano conferme, il gioco più interessante è certamente quello di relazione fra due persone del pubblico poste in due ruoli diversi rispetto all’evento teatrale. Un idea giocosa ma anche un formidabile potenziale didattico.
Maria Paola Porcelli - La Gazzetta del Mezzogiorno - 21.01.02

Gli oggetti prendono vita e diventano fiaba
…L’aspetto più evidente, e piacevole, è una sana ironia che investe tanto i materiali, impiegati come in un “ready-made” teatrale o assemblati in forme inusitate, quanto gli intrecci tradizionali. Un’ironia che si sposa ad un approccio “leggero” e semplice: un narratore-animatore si presenta in scena ed esegue i suoi “numeri”, mostrando quel che sa fare. Si tratta di virtuosismo, spostato sul versante dell’ideazione delle “figure” e della scrittura: ma senza sussiego, con piglio scanzonato, Che è vincente.
Pier Giorgio Nosari - L’Eco di Bergamo - 13.12.00

…Il gruppo italiano Arrivano dal Mare rinnova le tecniche tradizionali. Per raccontare la storia di Pinocchio ha allestito due trame parallele - un vecchio che tiene una lezione sul legno e la storia del burattino nasuto. E spuntano pinocchi in varie forme, di burattino a guanto, di bozzetto in un quadro realizzato con attaccapanni e bamboo. Il pubblico partecipe della immaginazione dei manipolatori, si tuffa nel sogno in un turbine di scintille che volteggiano nella sala oscura…
Renato Mendonça - Zero Hora (BR) - 05.06.00

Il legno protagonista per Pinocchio animato
…La raffinatezza del tessuto drammaturgico dà allo spettacolo un forte carattere metateatrale, nel duplice senso di “teatro nel teatro” (in moltissime scene) e di rimando alle tecniche di costruzione dei materiali, alle tecniche di animazione impiegate e alle tecniche di composizione drammaturgica, C’è, infine, una altrettanto sofisticata contaminazione di stili e di registri. Si va dall’animazione “a vista” a quella “nascosta”, dalla narrazione al finto documentario, dall’illustrazione alle scene (apprezzatissime) da incubo horror della malattia di Pinocchio o da fantasy nel ventre della balena.
Pier Giorgio Nosari - L’Eco di Bergamo - 06.10.98

…I bambini restano lì con il naso all’insù, lo sguardo rapito, stupiti come se fosse la prima volta che qualcuno racconta loro la favola di Collodi. E forse è proprio così, In Pinocchio dei legni” ciò che conta è il “sentire”, il comunicare…
Ugo Cennamo - Il Resto del Carlino - 30.08.98

…in una mescolanza di umorismo e simbolismo, accompagnata da una immaginazione meravigliosamente ben allestita nella concezione registica, i due attori Luì Angelini e Paola Serafini si divertono con la realtà nella storia di Cappuccetto rosso…”
Simon Lacroix - La Primeur (CND) - 17.07.96

Tanti lupi in scena (ma cosa ci fa Pinocchio?)
Tanti Cappuccetti rossi e tanti lupi. La famosa fiaba con l’eco del rito di iniziazione si è andata moltiplicando in tanti modi, lieti, ironici, divertenti, con la compagnia Assondelli e Stecchettoni che nel bel teatro di Fontanellato ha presentato la mattina per i bambini più piccoli Cappuccetti Rossi…
Vittoria Ottolenghi - Gazzetta di Parma - 21.03.96

Fantasia, umorismo e note volanti
…Questo spettacolo a due dimensioni è stato contemporaneamente. divertente, delirante, pieno di fantasia, di umorismo e di originalità.. in breve, è stato un soffio di aria fresca diretta al cuore…”
Isabelle Lantheaume - Le Dauphiné liberé (F)-19.11.95

Un insolito “Cappuccetto rosso” riempie di pubblico il Teatro Clunia
…Un nuovo modo di intendere questo classico della letteratura infantile, nel quale si mischia la tradizione - per esempio i burattini sono costruiti come Pulcinella - con elementi moderni come la televisione e la videocamera… Questa compagnia che ha già portato in diverse città della Spagna questo e altri spettacoli, è riuscita a riempire il teatro. E non solo di bambini…
L.P.M. - Diario de Burgos - 24.05.95

Cappuccetto rosso in nuova versione. E poi arriva la TV
…Il titolo di questa ultima produzione, “Cappuccetti Rossi”, sta già ad indicare che si tratta di una originale interpretazione, o forse sarebbe più appropriato dire di numerose interpretazioni, tutte gustosissime a dire il vero, di una delle favole più conosciute ed amate dall’infanzia di tutto il mondo. Autori-attori e ancora trasformatori e commentatori di scena di questo gioco finissimo sono Paola Serafini e Luì Angelini, insieme a Tano Vezzoli, autore delle musiche, e tecnico “interprete” di se stesso…
Federica Cavallotti - L’Informazione - 07.02.95

Sono solo marionette?
…abbiamo visitato un antico casale nella campagna bergamasca, il laboratorio della compagnia “Assondelli e Stecchettoni”, che Luì e Paola Angelini hanno trasformato in un regno di esilarante follia, dove ogni arnese della vita quotidiana assume tic umani e diventa marionetta…
Antonella Barina - Il Venerdì di Repubblica - 03.12.93

Teatro d’oggetti - Appartamento con figure
…Ad Appartamento con figure piacciono i capolavori e questi danno una gran resa allo spettacolo. Le allusioni letterarie nutrono l’impertinenza e la leggerezza della proposta. Il teatro d’oggetti è una forma teatrale innovatrice e sperimentata che combina con successo l’arte antica della marionetta e la rapidità contemporanea. Il risultato è stupefacente, sottile e meravigliosamente divertente: E la complicità con il pubblico prende il sopravvento.
S.Me. - Tribune de Genève (CH) - 23.01.93

Il wurstel nel panino
…Lo spettacolo della compagnia italiana Assondelli & Stecchettoni è tutt’altro che uno spettacolo di Teatro di Figura classico. Il loro “Anfitrione” è teatro moderno e sfacciatamente audace. Il trio ha offerto uno spettacolo di grande effetto. Ci sono i burattini, gli oggetti quotidiani si trasformano in figure, delle quali gli attori si servono per un gioco d’ombre e di maschere. Anche chi non capiva l’italiano al Museo si è divertito…Con mezzi semplici, gli italiani accendono un fuoco d’artificio di fantasia…
Ruhr - Nachrichten (D) - 30.10.92

Assondelli e Stecchettoni la ri-scrittura
…La loro presenza nel programma IN, questa volta, al festival mondiale 1991, non passerà inosservata per due motivi: prima hanno replicato a tutto esaurito e poi la loro prestazione ha confermato tutto il bene che pensavamo di loro da tre anni… Tutta l’Odissea in una vasca da bagno! Bisognerebbe rischiare! Bisognerebbe avere il talento di Assondelli e Stecchettoni per rischiare. E per riuscire.
J.P.H. - L’Ardennais (F) - 29.09.91

…Nei loro spettacoli la novità dello sguardo sulle cose ricrea gli oggetti di uso comune illuminandoli con una luce che rivela in loro energie espressive e comunicative insospettate. Il dialogo del duo con gli oggetti diventa così, ogni volta, il tentativo di creare nuove possibilità al nostro vivere quotidiano, di inculcare nello spettatore il dubbio che ciò che considera banale magari non lo sia, se guardato con occhi nuovi. Le pièces di Assondelli e Stecchettoni appaiono come esercizi intelligenti e divertiti su oggetti e miti, sulle paure e sui desideri del nostro tempo.
Letizia Pagliarino - L’Eco di Bergamo - 21.03.90

…Ma c’era anche un teatro singolare e atipico che mescola attori in carne e ossa agli oggetti più bizzarri per raccontare piccole grandi storie: è il caso di due esilaranti interpreti (Luì Angelini e Paola Serafini) che si fanno chiamare “Assondelli e Stecchettoni” e che sera dopo sera rappresentano in venti, trenta minuti dei bignami comici dei grandi classici della poesia epica e del teatro da Omero a Shakespeare…
Nicola Fano - L’Unità - 27.06.89

Cappuccetto Rosso si innamora
…Accanto ad una struttura narrativa, che nella sua estrema semplicità non manca di prendere a prestito elementi del repertorio classico della fiaba, c’è in questo spettacolo un accuratissimo lavoro tecnico…
Rossella Nisi - Il Mattino di Padova - 5.10.87

Una coca-cola per scoprire Shakespeare
…Manovrando oggetti di uso comune mettono insieme uno sciocchezzaio sublime; evocano gloriose imprese dal vago sapore casalingo: Appaiono serissimi i due; vere e proprie maschere malinconiche che sembrano costrette a far sorridere controvoglia; Sono bravissimi. Raramente capita a teatro di desiderare che uno spettacolo non finisca. Così è stato venerdì sera…
Gianluca Favetto - La Repubblica Torino - 10.07.89

Sono mani di fata
Fazzoletti colorati,buste di latte, scatole ed altro materiale grezzo,in scena, possono parlare, divertire, raccontare. Sono la dimostrazione che per fare teatro può bastare poco, se ci sono intelligenza, ironia, capacità creativa…
Giulia Candela - Bergamo Oggi - 16.12.88

Ulisse in vasca da bagno
Nessuno dubiterà che mettere in scena uniti e ben combinati quattro Shakespeare - una commedia, Sogno di una notte d’estate, e tre tragedie -Macbeth, Otello e Amleto - e tutto ciò in soli venti minuti rappresenta, oltre che un prodigio di sintesi, una proposta ingegnosa, uno spettacolo insolito e una gran dose di immaginazione ‘coctelera’…
Francesc Burguet Ardiaca - El Pais (E) - 22.11.88